Marchisio Engineering S.r.l. | Storia del Marchio Marchisio Engineering S.r.l.
La storia del marchio Marchisio Engineering S.r.l. costruttore made in Italy di ruote bici, telai carbonio, pignoni, cassette, componenti e accessori.
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La Nostra Storia

La storia Marchisio è quella di una famiglia iniziata da Dante nel 1980 e che prosegue ora con suo figlio Davide.

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La foto di Dante Marchisio, il fondatore di questa realtà, in sella alla sua bici da corsa nell’ufficio direzionale è il simbolo di una vita passata tra biciclette, ruote e pignoni.
Fu infatti lui a intuire, nel lontano 1980, i potenziali sviluppi a cui la “specialissima” sarebbe andata incontro. Lui che, possedendo innate affinità con la meccanica di precisione, dopo una più che soddisfacente carriera di corridore professionista (gareggiò negli anni 50 al fianco di Fausto Coppi e di Nino De Filippis) iniziò la sua avventura imprenditoriale applicando le sue conoscenze meccaniche ed esperienze alle ruote libere.
Proprio questo componente catalizzò la sua attenzione e scatenò la sua creatività subito validamente affiancata da quella dal figlio Davide appassionato anch’esso di bici e corridore fra gli allora Dilettanti di 1a categoria.
Così nel 1986, dall’affinità di intenti e dalla laboriosa sinergia di Dante e Davide, nacque la prima ruota libera firmata Marchisio. Un prodotto davvero innovativo subito in grado di distinguersi per le elevate valenze tecniche e le originali soluzioni meccaniche.
La validità e la qualità dell’esecuzione furono tali da conquistare in breve tempo il mercato e da spingere padre e figlio a investire in nuove tecnologie. Passo obbligato, in quel periodo, fu l’affiancare alla produzione di ruote libere anche quella di pignoni destinati al mercato del ricambio.
Alla fine degli anni 80 le “cassette” erano infatti di diversa tipologia a seconda del costruttore e soprattutto con un enorme ventaglio di dentature. A mettere ordine in un settore così frammentato da una multiforme offerta fu un colpo di genio della Marchisio che costruì i pignoni Aviotek, i primi multicompatibili con i vari sistemi grazie alla “rosetta” interna sostituibile che ne consentiva l’applicazione su mozzi di marche diverse tra loro.

Nuovi capannoni, innovativi macchinari a controllo numerico, complessi software gestionali e una più efficiente logistica produttiva presero il posto della officina iniziale e con queste credenziali di tutto rispetto la Marchisio Engineering aprì una nuova pagina della sua storia proponendosi al mercato come azienda all’avanguardia nella tecnologia progettuale e produttiva. In questo periodo Davide pose tutte le sue attenzioni sui mozzi: nacquero i primi prototipi e modelli. La validità dei progetti e la loro precisione di esecuzione consentirono all’azienda astigiana di compiere passi da gigante nel settore dei mozzi, messi a punto non solo sotto l’aspetto estetico ma soprattutto sotto quello della funzionalità e dell’affidabilità.

storia-marchisioIl vero punto di arrivo per la affermazione della Marchisio fu la produzione di ruote da strada. Il compito di aprire questa nuova via spettò alla elegante Eptagon, con il suo innovativo mozzo a forma di fiore: un po’ l’antesignana delle ruote destinate all’after market. La Carbo-Zefir segnò invece l’introduzione della fibra di carbonio nelle ruote, novità che vide la sua maturazione progettuale nella attuale T800.
Fu proprio questa innovazione tecnologica che recentemente ha aperto la strada alla attuale produzione di specialissime in carbonio come la IRIDE completamente costruita in Italia e il cui primo accattivante modello è l’SR3. L’utilizzo della fibra di carbonio e la possibilità di disegnare il telaio unitamente alle ruote ha consentito di realizzare una bicicletta perfettamente integrata aerodinamicamente, leggerissima e dalla ciclistica perfetta che è diventata un nucleo di partenza su cui sperimentare e continuare a progettare le innovazioni future.